In un mondo in cui i regimi democratici appaiono in crescente difficoltà e i principali indici sintetici che misurano le libertà civili e politiche a livello globale registrano un generale peggioramento, qual è l’impatto degli aiuti internazionali sulla democrazia dei Paesi in via di sviluppo? L’Africa, in particolare, ha, negli ultimi anni, assistito ad un significativo ritor no dei colpi di stato, rimanendo al contempo la regione del mondo che riceve i flussi più con sistenti di aiuti. Negli ultimi vent’anni, studi quantitativi e qualitativi hanno mostrato come diverse tipologie di aiuti portino a risultati diversi, senza tuttavia analizzare esaustivamente la prospettiva dei paesi beneficiari: in che modo questi Paesi e le loro élite di governo deter minano l’utilizzo degli aiuti internazionali e gli effetti sui loro regimi politici? Quali sono gli obiettivi e le strategie degli attori locali nel relazionarsi con i donatori internazionali? Questo articolo prova a rispondere a queste domande attraverso l’analisi di due casi studio, entrambi beneficiari di ingenti programmi di aiuti: il Sud Sudan tra la fine della guerra ci vile con il Sudan e lo scoppio della nuova guerra nel 2013, e l’Uganda durante l’emergenza rifugiati degli anni 2014–18.