Questo saggio analizza il sistema di governance delle risorse idriche in Africa australe ad ottando una prospettiva comparativa che integra fattori ambientali, istituzionali e politici. L’obiettivo è comprendere in che modo gli interessi politici ed economici dei singoli stati abbiano influenzato il funzionamento di un regime che, formalmente, si fonda su principi tecnici di gestione delle risorse idriche. A tal fine, sono state analizzate tre istituzioni re gionali dedicate alla gestione delle risorse idriche: l’insieme di politiche e protocolli adottati nell’ambito della Southern African Development Community (SADC), la Orange-Senqu River Commission e la Limpopo River Basin Commission. Attraverso un approccio quali tativo, basato su un’analisi comparativa dei tre casi studio, il saggio ricostruisce l’evoluzione istituzionale e politica di queste organizzazioni, con particolare attenzione alla gestione delle acque transfrontaliere. I risultati dell’analisi evidenziano il peso determinante degli interessi politici nazionali e i limiti economici che hanno ostacolato l’effettiva attuazione degli accordi di cooperazione. In particolare, il Sudafrica, in qualità di idro-egemone re gionale, ha svolto un ruolo chiave nel promuovere la creazione di istituzioni specializzate, riuscendo al contempo a orientare tempi e obiettivi del processo cooperativo secondo le proprie priorità strategiche.