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Dossier

V. 28 N. 2 (2025): Imperialismo britannico e attori locali. Reti commerciali, infrastrutture, riforme giuridiche in Asia e in Africa

Storie di modifiche territoriali: infrastrutture, commercio, politica in Uganda

  • Isabella Soi
Inviata
March 12, 2026
Pubblicato
2026-04-03

Abstract

L’articolo analizza l’impatto delle riforme amministrative e infrastrutturali britanniche sulla riorganizzazione politica, economica e territoriale dell’Uganda orientale, evidenziando le profonde continuità tra l’epoca coloniale e lo Stato postcoloniale. Riprendendo il quadro teorico elaborato da Charis Enns e Brock Bersaglio nel 2020, che sottolinea la persistenza delle logiche coloniali infrastrutturali nei contesti africani contemporanei, lo studio mostra come tali dinamiche abbiano avuto un forte impatto nei territori a est di Kampala, da Jinja fino alla regione del monte Elgon. Attraverso fonti d’archivio britanniche e ugandesi, integrate da materiali d’indagine sul campo, l’articolo ricostruisce la formazione di una regione la cui importanza economica, marginale in epoca precoloniale rispetto ai grandi regni del Buganda e del Bunyoro, fu radicalmente trasformata dalle strategie imperiali. La conquista e la riorganizzazione dell’area, condotte dai britannici con la collaborazione decisiva dei Baganda, produssero nuovi assetti territoriali, amministrativi e fondiari che omogeneizzarono una regione precedentemente frammentata in molteplici centri di potere. Contestualmente, la costruzione di infrastrutture materiali, in primo luogo la Uganda Railway e, nel secondo dopoguerra, la diga sulle cascate Owen, inserì l’Uganda orientale in una rete economica regionale integrata, collegando il Protettorato alla costa dell’Africa Orientale Britannica e stimolando lo sviluppo di piantagioni e di centri urbani come Jinja e Mbale. Lo studio sottolinea come l’Uganda orientale sia divenuta, a partire dal primo Novecento, uno dei nodi strategici dell’economia nazionale e regionale. Le infrastrutture coloniali continuano, quindi, a influenzare le politiche di sviluppo e le narrazioni contemporanee, rivelando la persistenza di logiche territoriali, economiche e politiche radicate nella storia.